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Bambini che fanno sport, perché è importante

Scritto da

sport e bambini

Per fare in modo che un adulto conduca una vita in salute, occorre occuparsene fin dalla sua infanzia.

Nei primi anni di vita occorre dare il buon esempio. È già da questa età che un bambino può adottare dei comportamenti tesi a migliorare la propria condizione, fisica e mentale. Ma anche l’influenza dello stile di vita dei genitori (fin dalla fase pre-concezionale e poi nella gestazione) hanno un ruolo chiave nel determinare lo stato di salute negli anni a venire. Uno stile di vita attivo durante la gravidanza contribuisce al benessere del nascituro.
Dopo la nascita, fin dai primi mesi, il neonato può essere aiutato a muoversi e, in seguito, incoraggiato a fare giochi di movimento, assicurando anche un sufficiente numero di ore di sonno.

Praticare sport in età pediatrica presenta tanti aspetti positivi: assicura un adeguato sviluppo dell’apparato scheletrico e muscolare, regola il metabolismo, favorisce la socializzazione e, se praticato nel modo corretto, è un’attività molto piacevole e divertente per i bambini e per i ragazzi.

Lo sport non è mai controindicato

Alla base delle singole indicazioni, vi è una necessità: quella di rimettere in «moto» i bambini, sempre meno abituati a trascorrere i pomeriggi al parco o in spiaggia, in cambio di innumerevoli merende consumate sul divano. Questo modo di vivere, considerando anche gli adulti, è responsabile di oltre cinque milioni di decessi ogni anno nel mondo. Numeri che non devono essere uno spauracchio, ma uno stimolo a invertire la rotta. Nel caso dei bambini, peraltro, i «modelli» con cui entrano in contatto a questa età possono guidarli per il resto della vita.

Lo sport non è mai controindicato e chiunque può beneficiare dell’attività sportiva, anche se soffre di patologie particolari. L’importante è chiedere sempre consiglio al pediatra, ed eventualmente allo specialista, che saprà indicare l’attività più adatta caso per caso. Chi è affetto da cardiopatie ad esempio può trarre molto vantaggio da un’attività motoria riabilitativa, ed anche per gli asmatici l’attività fisica può essere di grande giovamento. Insomma, mai vietare lo sport, ma affidarsi in mani competenti.

A qualunque età si incominci a fare sport, la figura dell’istruttore è un punto di riferimento importante per il bambino. Fino ai sei anni il piccolo atleta non ha bisogno di un semplice insegnante, che impartisca delle nozioni tecniche, ma di una sorta di "baby-sitter tecnico" che sappia entrare in empatia con lui, sappia ascoltarlo e riesca a farsi ascoltare.

Ma anche dopo i sei anni, l’istruttore continua a ricoprire un ruolo determinante a lui spetta il compito di motivare il suo allievo, sostenerlo durante l’allenamento, ma anche interrompere, se è il caso, la lezione per fermarsi a parlare con lui e capire quali difficoltà si possono nascondere dietro eventuali insuccessi. In questo modo si instaura una relazione che va al di là del semplice rapporto tecnico-utente e che alla fine dà i risultati migliori, perché il ragazzo va a fare sport con più piacere e un po’ per volta riesce a tirar fuori il meglio di sé.

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